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Dagli Altipiani Maggiori d'Abruzzo a Roccascalegna

Una natura superba, un castello fantastico.

Chi scende dagli Altipiani Maggiori d'Abruzzo verso Palena e prende per Torricella Peligna, gode di uno spettacolo superbo: la Valle dell'Aventino corre a sinistra delimitata dal massiccio della Majella mentre la strada, lungo un percorso che ricalca gli antichi sentieri tratturali, attraversa pianori montani in un silenzio immenso, tra il verde che riempie occhi e appaga. Le ultime balze dei Monti Pizi e macchie di bosco che si alternano a pascoli d'altura, l'orizzonte che in fondo sulle ultime linee collinari cerca il mare, e il versante orientale della montagna Madre che sempre più si svela in tutta la sua possanza. Un paesaggio secolare che non appare mutato nell'antica fisionomia.  Profumi di natura e immagini che richiamano alla mente visioni d'altri tempi.
Lungo questo itinerario, fuori da percorsi banali e ricostruiti, chi ricerca in sé, e nel tempo e nei luoghi, si muove alla scoperta di posti mai visti, atmosfere autentiche, e borghi dai nomi che sembrano usciti da un romanzo epico: Fallascoso, Montenerodomo, Civitaluparella, Gessopalena e un castello impossibile, sopravvissuto e recuperato a nuova bellezza, quello di Roccascalegna. Il piccolo borgo celato tra i colli che lo cingono, in una natura nascosta, t'appare quando oramai ci sei dentro. Qui, in un giorno di sole, caldo, con l'azzurro ad accendere i colori dei fiori e dell'antico, la tranquillità del luogo che senti tua, tra la cortesia della gente, l'antico maniero, costruito intorno al XI-XII secolo, t'attende per raccontarti, come portata dal vento della valle, una leggenda fatta di storia e di favola che ancora sopravvive tra la gente del posto. 
Scopri il fascino medioevale dei luoghi.
L'antico abitato piano si svela lungo la stradina in discesa che conduce  al castello. Case, alcune ancora dirute con bei portali e finestre riquadrate in pietra, alcune ristrutturate, abitate. Un insieme tenero di colore e nulla che sa di malinconia. Tutto appare bello. Poi, sali al castello tra gradini di roccia e pietre dello stesso colore della roccia. Fascino, emozione, desiderio di vedere, di scoprire. 
Sempre più su fino a raggiungere la torre in cima.
Dalle finestrelle che s'aprono sulle pareti senti l'aria fresca che viene dai monti e supera la valle e mistura il caldo di un giorno splendido. Respiri e lo sguardo si perde lontano.
Una leggenda narra che lo "ius primae noctis", il diritto della prima notte, sia nato proprio a Roccascalegna per volere del barone Corvo De Corvis nel 1646; la tradizione narra che il barone sia stato pugnalato proprio da una giovane che non voleva sottostare a questa regola. 
Il Castello medievale di Roccascalegna ospita di frequente interessanti mostre ed attività culturali. 
Sarai affascinato dal castello, eretto su una rupe protesa come un braccio verso il vuoto. 
Una volta a casa penserai: "Che regione fantastica l'Abruzzo".

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