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La liquirizia di Atri, l'oro nero d'Abruzzo

L' Abruzzo vanta una centenaria tradizione nella produzione della liquirizia ed è tra le regioni con la maggior produzione, dove la pianta viene lavorata fin dall'epoca romana, soprattutto ad Atri e dintorni.                                                                                  

Sulla collina che guarda il mare e affacciata sulla riserva naturale dei Calanchi, sorge Atri, incantevole cittadina d’arte, conosciuta in Italia e nel mondo proprio come la patria della liquirizia. Già nel Medioevo i frati domenicani, tra i primi a diffondere l’uso della virtuosa radice in tutta Europa, estraevano il succo di liquirizia e primi documenti sulla storia della radice dolce in Abruzzo risalgono al 1433, dove esistevano già all’epoca toponimi che richiamavano la sua presenza, come ad esempio C.da Regolizie.
Grazie al terreno argilloso e all’ottima resa delle piante di liquirizia, le attività legate a questa pianta e al suo utilizzo hanno subìto una veloce ascesa tanto che l’Abruzzo nell’800 si affermava nel panorama dolciario italiano come una delle regioni più attive nella produzione di liquirizia, capace di richiamare molti forestieri, soprattutto calabresi, i quali, spinti proprio dalla cospicua presenza di questa pianta, utilizzavano i territori costieri abruzzesi come terre di conquiste e di imprenditoria. La liquirizia oltre ad essere un prodotto da gustare in confetti, radici, caramelle, è diventato nel tempo un ingrediente ricercato in molti settori, dall’industria farmaceutica, dolciaria, cosmetica, a quella del tabacco.
Le sue virtù sono molteplici, la liquirizia ha infatti proprietà dissetanti, rinfrescanti, antiossidanti e antinfiammatorie, è un ottimo rimedio contro la tosse, il mal di gola e la pressione bassa. Se siete amanti della liquirizia, una visita al piccolo centro non potrà mancare. Non solo per fare scorta di “oro nero”, ma perché Atri è anche - e specialmente - un’incantevole città d’arte. Importante colonia romana, il paesino subì invasioni barbariche e dominazioni straniere durante il Medioevo per poi rinascere sotto il controllo dei signori d’Acquaviva.

Ed è nel suo centro che il fascino di questa lunga storia emerge ancora negli scorci, nei palazzi storici, le chiese, i musei e la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, tra i più importanti esempi di romanico abruzzese. Da Atri è infine d’obbligo una escursione nella Riserva naturale dei calanchi, Oasi del WWF dagli scenari mozzafiato. Proprio qui, tra le bellezze naturali, nasce la tanto rinomata liquirizia