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Peperone dolce di Altino (Presidio Slow Food)

Si tratta di un piccolo peperone a corno di colore rosso intenso, detto anche “a cocce capammonte” (a testa all’insù) perché i frutti si sviluppano verso l’alto. Una volta raccolti sono infilzati con ago e spago, così da creare una lunga collana chiamata “crollo”. Si lasciano essiccare all’aria per diversi giorni, quindi si fanno tostare in forno. I peperoni secchi e tostati, dal caratteristico sapore dolce, sono poi macinati a grana grossa o polverizzati in antichi mortai detti “piloni”. La polvere viene usata per il condimento della pasta o per la preparazione di insaccati come la ventricina del vastese. I peperoni essiccati possono anche essere passati velocemente in olio bollente per essere sbriciolati o consumati interi in primi piatti, baccalà, carne di maiale e verdure, come nella tipica “pizz e foje”. La polvere può anche essere usata nella pasta e nel pane fatti in casa, dando all’impasto un vivo colore rosso.
L’origine di questo peperone deriva probabilmente dall’introduzione della paprika da parte di popolazioni slave stabilitesi nella provincia di Chieti nel XV secolo. 
Ogni anno in estate viene organizzato un festival nel centro del paese di Altino, dedicato al peperone dolce dove tutte le contrade del paese si sfidano con ricette e piatti a base di peperone, legati ognuno a una storia o a un aneddoto da raccontare.

42.1024175, 14.3325721