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Uva Montonico

Dopo aver rischiato l’estinzione negli ultimi decenni, il montonico è oggi coltivato in vigneti familiari dalla popolazione locale che lo celebra nella folcloristica festa dell’uva e del vino che si tiene a ottobre nel centro storico di Bisenti. Alcuni giovani produttori, grazie al Presidio Slow Food, vogliono rilanciare la sua coltivazione e recuperare i vigneti abbandonati per la produzione di uva e per la vinificazione e la trasformazione in aceto. Il grappolo è grande e allungato e gli acini sono grossi e rotondi con buccia spessa di colore giallo verdognolo.
Anche se poco conosciuto o confuso con altri vitigni, il montonico ha una storia antica, che risale almeno al ‘600; aveva fama di vitigno molto produttivo, legato più alla produzione di uva da tavola che alla vinificazione. Negli anni ’30 la fillossera distrusse le viti e la forte emigrazione dei lavoratori decretò la fine dell’età dell’uva montonico. Un’uva ricca di pregi, che per secoli ha garantito la sopravvivenza delle microeconomie locali, ma che è stata quasi del tutto soppiantata dal trebbiano o dal cococciola. Grazie al progetto di recupero il montonico è tornato a vivere sulle colline da cui era sparito, arrivando a produrre anche uno spumante di qualità.

42.4690901, 13.5654488