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Zafferano: l'oro di Navelli

Lo zafferano - Crocus Sativus della famiglia delle Iridacee - è una pianta alta circa 15 cm con  fiori  viola rosato e stimmi scarlatti utilizzati per le qualità medicinali, aromatiche e coloranti nella culinaria, nella cosmetica, nella liquoristica ed in drogheria. E' ricordato in un papiro egizio del XVI secolo a.c., Omero lo ricorda nell'Iliade per il suo profumo ed Ippocrate lo propone per curare  reumatismi e gotta.
Quello che si coltiva nell'Aquilano - Piana di Navelli -   si distingue  agronomicamente e merceologicamente da quello prodotto in altre zone d'Italia e in altri paesi del mondo. 
Il terreno va preparato a partire dal mese di ottobre arando i campi destinati alla coltivazione di zafferano e concimandoli con letame ben maturo. Dopo l'aratura il terreno va fatto riposare e periodicamente fresato
Intorno a metà agosto i bulbi vengono cavati dal terreno con l'uso di una zappa e selezionati .
Sempre intorno a metà agosto il terreno è suddiviso in aiuole, le aiuole si preparano aprendo con apposita zappa a punta, quattro solchi paralleli a 2 a 2, distanti 10-15 cm. I bulbi vengono allineati uno accanto all'altro con punta rivolta verso l'alto. Successivamente i bulbi vengono ricoperti con la terra proveniente dal solco successivo. La fioritura avviene in autunno, circa 40 giorni dopo l'impianto e si prolunga per tre settimane (da metà ottobre al 10 novembre).
La raccolta del fiore è manuale, così come tutte le altre fasi della coltivazione e viene effettuata stringendo il fiore tra pollice e indice di una mano e reciso con l'unghia. I fiori vengono raccolti al mattino presto, a fiore ancora chiuso a tubolo, intorno alle sei, e si protrae fino a quando i fiori cominciano ad aprirsi per ricevere i raggi del sole.
Nella stessa mattinata inizia la fase di mondatura cioè di apertura del fiore e di separazione degli stimmi dalle altre parti del fiore
Gli stimmi sono sistemati in un setaccio ben stesi e messi ad asciugare sopra la brace viva di legna di quercia rovella a circa 20 cm di distanza.
Quando la parte inferiore è tostata, gli stimmi si rivoltano per avere un' essiccazione uniforme.
La tostatura dura 15-20 minuti. L' essiccazione è giusta quando lo stimma premuto fra le dita non si frantuma e mantiene una certa elasticità. Con l'essiccazione alla brace lo zafferano conserva il colore rosso porpora, fragranza e aroma.
Oltre al risotto alla milanese si possono preparare anche delle gustose pietanze: ricotta allo zafferano, minestre, dolci, gnocchi, liquori  ecc.... ognuno può farne ciò che gli suggerisce la fantasia.